Pubblicato da: rainbowman56 | 5 luglio 2016

Elagabalo: tra sfida sacrale e punizione storiografica

 

Io vedo in Eliogabalo, non un pazzo, ma un insorto.
Antonin Artaud

Eccesso chiama eccesso. Così come Elagabalo sfidò la romanitas tramite le sue dissolutezze quest’ultima lo punì nella storiografia infamandolo ed esasperando ogni aspetto della sua diversità. La maggior parte delle fonti antiche che documentano la vita di Elagabalo sono viziate e caratterizzate da un preciso intento politico: distruggere e infangare la memoria riguardante Elagabalo. Esse sembrano narrare molto di più dell’incompatibilità antropologica tra l’imperatore e la mentalità romana piuttosto che dei fatti riguardanti l’imperatore siriano stesso.

Alma-Tadema, Le rose di Eliogabalo, 1888, olio su tela.

Vario Avito Bassiano (nato ad Antiochia nel 204 sotto l’impero di Caracalla), che si fece nominare Elagabalo (nome della siriana divinità solare il cui culto egli stesso tentò di introdurre a Roma), regnò a Roma dal 16 maggio 218 all’11 marzo 222. Fu incoronato all’età di 14 anni grazie all’astuta rivendicazione della sua origine da una relazione incestuosa tra la madre Giulia Soemia (figlia di Giulia Maesa e nipote di Giulia Domna, moglie dell’imperatore Settimio Severo fondatore della dinastia dei Severi) e l’imperatore Caracalla.

Nei confronti di Elagabalo e del suo regno le fonti antiche non si limitarono ad applicare la damnatio memoriae, vennero altresì poste in dubbio e la legittimità del suo impero e la sua stessa umanità. Nelle fonti storiche, l’eccesso di disumanizzazione nei confronti di Elagabalo è pari solo agli eccessi ai quali egli sottopose la cultura romana. Qual è tuttavia la reale natura di tali eccessi? La società romana era d’altronde abituata ai vizi, ai lussi e alle bizzarrie imperiali. Elagabalo però non fu una semplice bizzarria, egli fu una minaccia culturale e cultuale che necessita di essere compresa in un quadro socio-antropologico più ampio. Quadro che ci aiuta a chiarire il motivo per cui le sue azioni risultarono un’opposizione così radicale alla tradizione romana. La profonda alterità e antitesi che Elagabalo rappresentò per i romani fu data da una commistione di elementi.

La sua fisionomia innanzitutto non era affatto quella del tipico uomo virile romano; egli era un fanciullo esile, effeminato e dai lineamenti orientali (ricordiamo che nella cultura romana l’essere orientali era spesso e volentieri associato all’essere barbari – non romani – e licenziosi). Egli inoltre ostentava le proprie origini siriache, non esitava ad apparire nudo in pubblico e non perdeva occasione di manifestare il suo amore per lo spreco, l’eccesso, il vizio, il lusso. Egli delegava potere alle donne, agli efebi, alle prostitute e agli omosessuali e lo faceva in nome di quel culto orientale, di sostanziale natura sessuale, della divinità Elagabalo. Compiva, sempre in nome del culto siriaco, empietà, blasfemie e dissacrazioni verso le divinità, i riti e le usanze più tradizionali del mondo romano (sposò la vestale Aquilia Severa[1], destinò donazioni tradizionalmente assegnate ai soldati a prostituti omosessuali[2], ecc..). Tale avversione nei confronti dei costumi romani in un periodo in cui l’identità dei romani vacillava (III secolo d.C.) non fu certo una causa da sottovalutare in merito al contrasto tra l’élite del potere romano e l’imperatore[3]. Durante il regno di Elagabalo, Roma perse territori e l’esercitò si indebolì notevolmente[4]; egli era d’altronde completamente disinteressato alla guerra e alla vita militare. Questo causò una radicale ostilità da parte dell’esercito per il quale la guerra era innanzitutto bottino, guadagno e possibilità di fare carriera militare. Non è accidentale il fatto che egli, insieme alla madre, rimase brutalmente assassinato per poi essere smembrato e gettato nel Tevere, per opera di un complotto di Giulia Maesa e Giulia Mamaea in favore del cugino Alessandro Severo, dagli stessi pretoriani[5]. Elagabalo, in sostanza, invece di rappresentare la romanitas ne incarnava la più radicale antitesi. In questo senso, nella sua opera letteraria, Artaud ne parla come di un anarchico incoronato:

«Quando fa eleggere un ballerino a capo della sua guardia pretoriana, realizza una specie d’anarchia incontestabile, ma pericolosa. Egli sbeffeggia la vigliaccheria dei monarchi, suoi predecessori, gli Antonimi e i Marc’Aureli, e trova che è sufficiente un ballerino per comandare una compagnia di poliziotti. Egli chiama la debolezza: forza, e il teatro: realtà. Rovescia l’ordine precostituito, le idee, le nozioni comuni delle cose. Egli pratica un’anarchia minuziosa e pericolosa, poiché si scopre agli occhi di tutti. Insomma giuoca la propria pelle. Il che è da anarchico coraggioso»[6].

Umiliando provocatoriamente se stesso, Elagabalo umiliava l’impero intero:

«Contro la monarchia romana che egli ha fatto inculare in se stesso […]. Quando Eliogabalo si veste da prostituta e si vende per quaranta soldi alle porte delle chiese cristiane, dei templi degli dèi romani, egli non cerca solo la soddisfazione di un vizio, ma umilia il monarca romano»[7].

Egli, difatti, manifestava apertamente la propria omosessualità soprattutto in quel ruolo passivo che la società latina temeva così tanto che apparisse nella sfera pubblica[8]. Il fatto che il piacere della passività riguardasse un imperatore (e non uno schiavo, una donna o un fanciullo) e soprattutto il fatto che l’imperatore ostentasse pubblicamente questo piacere costituiva un ribaltamento assoluto dei valori romani secondo i quali all’imperatore spettavano le doti virili del maschio attivo quali il comando, la padronanza, la capacità di guidare e amministrare e non di certo la lascivia e l’abbandono che nella mentalità romana erano caratteristiche femminili tipiche degli schiavi e dei servi oltre che delle donne. Elagabalo con il suo modo di essere e di governare ribaltò completamente questa verticalità gerarchica. Il suo abbandono al piacere passivo era vissuto come qualcosa di profondamente dissacrante dalla cultura romana. Il fatto che egli lo facesse inoltre in nome di un culto e quindi di una diversa sacralità rese le sue azioni un capovolgimento totale, una trasgressione assoluta e intollerabile.

Egli non si limitò a vivere nel vizio ma pretese di ribaltare anche ciò che i romani ritenevano virtuoso conducendo nel vizio l’apparato governativo stesso. Egli stesso amava prostituirsi, si faceva sovente sodomizzare dagli schiavi e dai liberti. Di fronte a loro stessi non si comportava come sovrano, come imperatore ma spesso e volentieri come schiavo erotico, come sodomita passivo. In questo modo Elagabalo non si limitava a condurre in basso se stesso ma portava con sé tutto quello che tramite il suo principatus rappresentava; ovvero l’intero impero romano.

La passività maschile in ambito sessuale, normalmente praticata ma rigidamente tenuta segreta e privata, era associata dalla mentalità latina ad una natura servile, schiava, non virile. Il fatto che un imperatore vi si abbandonasse pubblicamente risultava profondamente inammissibile in quanto era indice d’incapacità di comando, amore per il lusso, frivolezza e mancanza di controllo. Tutte caratteristiche associate alla donna, agli omosessuali passivi, agli schiavi e, conseguentemente, alla loro inadeguatezza alla vita politica.

Egli trascinava così la città nel vizio e nella corruzione incentivando la lascivia e la prostituzione. Era ovvia la pericolosità politica del contagio del quale egli era capace nei confronti del popolo. Tuttavia la sua ambiguità e sfrenatezza sessuale ci rimangono incomprensibili se non le iscriviamo all’interno del concetto di androginia della divinità di cui egli stesso era il primo sacerdote. Ed è precisamente in questo senso che comprendiamo il motivo del rigetto politico, morale, culturale e cultuale delle sue usanze da parte del tradizionalismo romano. Non i semplici vizi scandalizzarono i romani ma l’iscrizione di tali vizi all’interno di una pratica cultuale che pretendeva di dominare sulle altre e su sul culto di Giove stesso[9] (enoteismo). Il siriaco non si limitò ad invadere la politica con la licentia e la sregolatezza; egli invase lo stato romano con una vera e propria religione erotica delle opposizioni che aveva la sua massima espressione nell’androginia dell’omonima divinità della quale Elagabalo era il massimo celebrante e verso la quale egli stesso tendeva. È precisamente in virtù della sua androginia, della sua identità sessuale neutra e allo stesso tempo doppia[10] che egli nelle fonti è qualificato come bestia, mostro, creatura indefinibile[11]. In qualità del suo non essere vir, condottiero, uomo (nell’accezione fallocratatica della cultura romana) venne quindi negata la sua humanitas medesima, configurandolo definitivamente come nemesi e opposizione totale.

NOTE
[1] Saverio Gualerzi, Né uomo, né donna, né dio, né dea – Ruolo sessuale e ruolo religioso dell’imperatore Elagabalo, Bologna, Pàtron, 2005, pag. 66.
[2] Ivi, pag. 33.
[3] Ivi, pag. 17.
[4] Ivi, pag. 33.
[5] Ivi, pag. 25.
[6] Antonin Artaud, Eliogabalo o l’anarchico incoronato, Milano, Adelphi, 1998, pag. 116-117.
[7] Ivi, pag. 116.
[8] Saverio Gualerzi, Né uomo, né donna, né dio, né dea – Ruolo sessuale e ruolo religioso dell’imperatore Elagabalo, Bologna, Pàtron, 2005, pag. 36-37.
[9] Ivi, pag. 74.
[10] Saverio Gualerzi spiega molto bene il nesso tra le divinità di origine arcaica e/o orientale e il concetto di androginia la cui espressione è sia la categoria del neutrum («assenza della caratteristiche di entrambi i generi sessuali in un soggetto») che dell’utrum («compresenza delle caratteristiche di entrambi i generi sessuali in un soggetto»). Egli evidenzia inoltre l’analogia esistente tra androginia e l’aniconicità della pietra nera (l’oggetto sacro del culto di Elagabalo) che l’imperatore fanciullo condusse nell’Urbs dalla Siria. Ivi, pag. 77.
[11] Difatti: «Pure il macabro trattamento riservato al cadavere di Elagabalo pare motivato non tanto dal disprezzo, quanto dall’accanito tentativo di cancellare del tutto, tramite lo strazio, lo smembramento e l’eliminazione finale, l’identità umana di quell’imperatore che già in vita non era considerato homo bensì belua. Egli, per di più, sfidando esplicitamente il rigido inquadramento romano in categorie di appartenenza, secondo la sua volontà di apparire al contempo uomo e donna, imperatore e sacerdote, umano e divino, confuse a tal punto i suoi contemporanei da fare desiderare ai suoi aguzzini la completa dissoluzione di una creatura che non erano in grado di definire. A ciò si aggiunga che il particolare tipo di tortura inflitto al cadavere di Elagabalo prima della sua precipitazione nel Tevere, cioè l’essere trascinato pubblicamente (sin dai tempi omerici atto coincidente con la massima forma di oltraggio) attraverso le strade di Roma, era anche il metodo privilegiato per annullare ogni residuo di identità del defunto». Ivi, pag. 52-53.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Artaud, Antonin, Eliogabalo o l’anarchico incoronato, Milano, Adelphi, 1998.
Saverio Gualerzi, Né uomo, né donna, né dio, né dea – Ruolo sessuale e ruolo religioso dell’imperatore Elagabalo, Bologna, Pàtron, 2005.

BIBLIOTECA CORRELATA
Artaud, Antonin, Eliogabalo o l’anarchico incoronato, Milano, Adelphi, 1998.

Alessandro Chalambalakis – los@ctonia.com

Pubblicato da: rainbowman56 | 30 giugno 2016

E’ ora di gettare Bibbia e Corano nella pattumiera della storia

Che c’è di sacro nei cosiddetti libri “sacri”? Assolutamente nulla! Sono libri scritti da esseri umani vissuti da due a tremila anni fa,  fallibili e ignoranti, pieni di pregiudizi, la cui vera identità spesso non conosciamo. Il massimo che si può dire e’ che gli autori pensavano di essere ispirati da Dio. Ma che dio è quello della Bibbia? Un dio geloso, vendicativo, omicida e genocida, che punisce  le sue creature per una disobbedienza con la dannazione eterna, e per salvarli da quella dannazione che lui ha imposto, fa morire di una morte orribile il suo unico figlio. Un dio presunto onnipotente e onnisciente che per mettere alla prova Abramo gli iordina di sacrificargli suo figlio; un dio che scommette col diavolo sulla vita del povero Giobbe lasciando che  Satana lo colmi di sventure, e quando Giobbe gli chiede conto di quello che ha fatto risponde con un arrogante “come ti permetti di criticarmi? Io sono l’Onnipotente!” Un dio che col diluvio fa morire milioni di innocenti insieme ai “colpevoli”; un dio spregevole. Come spregevoli sono le leggi  contenute nell’atroce Levitico, dove dove si prescrive la pena di morte per figli disobbedienti, adultere, omosessuali, idolatri, dove si insulta il genere femminile considerandolo una proprietà del maschio. R il secondo testamento? Gesù avrebbe detto che  non è venuto per abolire quelle leggi atroci e disumane, ma per dar loro compimento! “passeranno i secoli prima che cada uno iota dalla legge”, avrebbe detto. Ma forse no. Come possiamo saperlo? I vangeli sono opere anonime scritte decenni dopo la presunta crocifissione di Gesù, se mai è esistito. Perchè Paolo non sembra sapere nulla della vita e degli insegnamenti di Gesù. In compenso dice che le donne devono star zitte e sottomesse, che gli schiavi devono obbedire ai padroni, che gli omosessuali sono meritevoli di morte! Un nevrotico, visionario, probabilmente omosessuale  represso come molti omofobi! Ma perchè dovremmo considerare quei libri altro che libri di mitologia? Bibbia e Corano grondano sangue, sangue dei genocidi, massacri e  omicidi che hanno ispirato e continuano a ispirare.

Basta! Sono libri da esecrare e dimenticare, come il Mein Kampf! Come? Nel Vangele e nel Corano ci sono versetti e sure che invitano all’amore, alla pace, alla misericordia? Peccato che siano di gran lunga superati in numero da versetti e sure che dicono il contrario! Peccato che  preti,  pastori rabbini  imam fondamentalisti,  basandosi su quei versetti e sure, ispirino odio, invochino stragi, come quelle di Orlando e Istanbul! Basta, occorre SCONFESSARE L’AUTORITA’ E LA SACRALITA’ dei presunti libri “sacri”!

Pubblicato da: rainbowman56 | 23 giugno 2016

In Bed with Vinicius Guervich shot by Emerson Aniceto

Fashionably Male

This is Vinicius, with blonde hair and green eyes, he is a Brazilian Fitness Model and Dancer acting in Brasilia where he lives and throughout Brazil in the best nightclubs such as The Week, Bubu Lounge Sao Paulo, Meet Fortaleza and is currently a resident of Hell & Heaven Festival. We decided make this editorial for show a little of his routine when he is at home… said photographer Emerson Aniceto a Brazilian living in Philadelphia – USA. With studio here and in Brasil, Brasília the Capital. Now back in USA until the end of the year. “I’m with some models form Philadelphia, NYC and Los Angeles getting ready for posing to my lenses…” “I will share with you their sessions too.”

Produced by Wilma Paes.This is Vinicius, with blonde hair and green eyes, he is a Brazilian Fitness Model and Dancer acting in Brasilia where he lives and throughout Brazil in the best nightclubs such as The Week, Bubu Lounge Sao Paulo, Meet Fortaleza and is currently a resident of Hell & Heaven Festival. We decided make this editorial for show a little of his routine when he is at home... said photographer Emerson Aniceto a Brazilian living in Philadelphia - USA. With studio here and in Brasil, Brasília the Capital. Now back in USA until the end of the year. "I'm with some models form Philadelphia, NYC and Los Angeles getting ready for posing to my lenses..." "I will share with you their sessions too.” Produced by Wilma Paes.This is Vinicius, with blonde hair and green eyes, he is a Brazilian Fitness Model and Dancer acting in Brasilia where he lives and throughout Brazil in the best nightclubs such as The Week, Bubu Lounge Sao Paulo, Meet Fortaleza and is currently a resident of Hell & Heaven Festival. We decided make this editorial for show a little of his routine when he is at home... said photographer Emerson Aniceto a Brazilian living in Philadelphia - USA. With studio here and in Brasil, Brasília the Capital. Now back in USA until the end of the year. "I'm with some models form Philadelphia, NYC and Los Angeles getting ready for posing to my lenses..." "I will share with you their sessions too.” Produced by Wilma Paes.Vinicius Guervich by Emerson Aniceto (3)Vinicius Guervich by Emerson Aniceto (4)Vinicius Guervich by Emerson Aniceto (5)Vinicius Guervich by Emerson Aniceto (6)Vinicius Guervich by Emerson Aniceto (7)Vinicius Guervich by Emerson Aniceto (8)Vinicius Guervich by Emerson Aniceto (9)This is Vinicius, with blonde hair and green eyes, he is a Brazilian Fitness Model and Dancer acting in Brasilia where he lives and throughout Brazil in the best nightclubs such as The Week, Bubu Lounge Sao Paulo, Meet Fortaleza and is currently a resident of Hell & Heaven Festival. We decided make this editorial for show a little of his routine when he is at home... said photographer Emerson Aniceto a Brazilian living in Philadelphia - USA. With studio here and in Brasil, Brasília the Capital. Now back in USA until the end of the year. "I'm with some models form Philadelphia, NYC and Los Angeles getting ready for posing to my lenses..." "I will share with you their sessions too.” Produced by Wilma Paes.This is Vinicius, with blonde hair and green eyes, he is a Brazilian Fitness Model and Dancer acting in Brasilia where he lives and throughout Brazil in the best nightclubs such as The Week, Bubu Lounge Sao Paulo, Meet Fortaleza and is currently a resident of Hell & Heaven Festival. We decided make this editorial for show a little of his routine when he is at home... said photographer Emerson Aniceto a Brazilian living in Philadelphia - USA. With studio here and in Brasil, Brasília the Capital. Now back in USA until the end of the year. "I'm with some models form Philadelphia, NYC and Los Angeles getting ready for posing to my lenses..." "I will share with you their sessions too.” Produced by Wilma Paes.This is Vinicius, with blonde hair and green eyes, he is a Brazilian Fitness Model and Dancer acting in Brasilia where he lives and throughout Brazil in the best nightclubs such as The Week, Bubu Lounge Sao Paulo, Meet Fortaleza and is currently a resident of Hell & Heaven Festival. We decided make this editorial for show a little of his routine when he is at home... said photographer Emerson Aniceto a Brazilian living in Philadelphia - USA. With studio here and in Brasil, Brasília the Capital. Now back in USA until the end of the year. "I'm with some models form Philadelphia, NYC and Los Angeles getting ready for posing to my lenses..." "I will share with you their sessions too.” Produced by Wilma Paes.Vinicius Guervich by Emerson Aniceto (13)This is Vinicius, with blonde hair and green eyes, he is a Brazilian Fitness Model and Dancer acting in Brasilia where he lives and throughout Brazil in the best nightclubs such as The Week, Bubu Lounge Sao Paulo, Meet Fortaleza and is currently a resident of Hell & Heaven Festival. We decided make this editorial for show a little of his routine when he is at home... said photographer Emerson Aniceto a Brazilian living in Philadelphia - USA. With studio here and in Brasil, Brasília the Capital. Now back in USA until the end of the year. "I'm with some models form Philadelphia, NYC and Los Angeles getting ready for posing to my lenses..." "I will share with you their sessions too.” Produced by Wilma Paes.

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Pubblicato da: rainbowman56 | 21 giugno 2016

Orlando shows the utter failure of all Abrahamic religion

via evolvefish.com

 http://davidniose.com/orlando-shows-the-utter-failure-of-all-abrahamic-religion/

Violence in America is nothing new, of course, nor is violence aimed specifically at gays and lesbians, but the horrific mass murder at a gay nightclub in Orlando last week is causing many to realize that a serious cultural reassessment is overdue.

A number of dangerous elements were present in the Orlando attack—homophobia, religious extremism, America’s gun culture, and even the possible psychological self-loathing of the attacker—and most rational observers would agree that these all deserve consideration as we seek to better understand recurring mass shootings. No group or institution should be immune from scrutiny in this process, and in fact some stand out as prime suspects: the gun lobby, indolent lawmakers, and of course the extremist groups and individuals who promote hate and inspire violence.

The Orlando massacre, however, leaves another institution with much explaining to do: traditional religion itself. Not just Islam, and not even just so-called “radical Islam,” but traditional religion as we know it. With dozens of corpses strewn about a gay bar—young lives cut down by an outburst of hate—all avenues that led to this tragedy should be considered, and there is no question that the revelation-based Abrahamic religions have long provided one of the broadest, most heavily traveled arteries for both violence and anti-gay bigotry.

Christianity, Judaism and Islam, even in their most liberal and tolerant forms, suffer from the unfortunate, undeniable fact that their foundational doctrines expressly condone both violence in general and the most virulent anti-gay hatred in particular. Homosexuality is evil, and the penalty is death. Any questions? Thus, it should come as no surprise that conservative and fundamentalist followers of the Abrahamic religions are aggressively anti-gay, for they are simply following doctrine. Frankly, it is the tolerant, liberal followers who must rationalize their acceptance of those whose ways are, as the Bible says, “an abomination.”

Of course, tolerant religionists can and do explain their acceptance of gays, since virtually any viewpoint can be rationalized with scripture if one looks hard enough. Love your neighbor, they say, and don’t judge others. The Bible clearly states that homosexuality is sinful, but we’re all sinners, so we should leave the issue to be reconciled between gays and their (hopefully) loving god.

Looming over all of this rationalization, however, is the fact that contradictory, hateful scripture exists, expressly condemning homosexuality in the harshest of terms, and it is here that we see the utter failure of revelation-based religion in the modern world. Stuck with ancient texts written by men who didn’t know where the sun went at night, the modern follower of any Abrahamic religion is at best a theological contortionist, twisting definitions and interpretations to conform to the moral landscape as he or she believes it should be. Unambiguous biblical condemnation of gays? Embrace it if you’re conservative, dismiss it if you’re liberal.

Tolerant interpretations of theology are preferable in a pluralistic society, of course, but the problem is that not all followers choose such interpretations. Look no further than the rantings of conservative Christian preachers after the Orlando massacre, many of whom celebrated the killing of gays. “The good news is that there’s 50 less pedophiles in the world,” declared pastor Steven Anderson of Arizona. “Because, you know, these homosexuals are a bunch of disgusting perverts and pedophiles.” If you ask how he can spew such hate, you should understand that the Bible tells him so.

Liberal and conservative religionists can debate whose interpretations of scripture are correct, but the problem is that such debates are still occurring in the twenty-first century. The entire exercise is dependent on intelligent men and women accepting the notion of revelation—that is, the idea that ancient men actually received messages from the creator of the universe and transcribed those messages into what is still considered holy scripture today. Even centuries ago, serious thinkers were questioning this concept. “Revelation is necessarily limited to the first communication,” wrote Thomas Paine in 1794. “It cannot be incumbent on me to believe it in the same manner; for it was not a revelation made to me, and I have only his word for it that it was made to him.”

Modern, humanistic ethics allow us to toss aside the concept of revelation and instead view homosexuality—and hopefully all issues—rationally and in context. Same-sex attraction and orientation are natural phenomena, seen widely in the animal world, and need not be feared or censured. From a cultural and historical perspective, we can understand that some societies have accepted homosexuality while others have condemned it, but there is simply no justification for intolerance in any free society today.

It is precisely this cultural and historical perspective that allows us to better understand the situation today. Ongoing intolerance of gays and lesbians is largely the result of strong religious institutions that have long propagated such intolerance. This brings us full circle back to the absurdity of ascribing legitimacy to the notion of ancient revelations.

Catholic Bishop Robert Lynch, writing in the Washington Post in the aftermath of Orlando, conceded the role that religion has played in bringing about anti-gay violence. “Sadly it is religion, including our own, that targets, mostly verbally, and often breeds contempt for gays, lesbians and transgender people,” he writes. “Attacks today on LGBT men and women often plant the seed of contempt, then hatred, which can ultimately lead to violence.” Amen, Bishop Lynch.

Importantly, the rejection of revelation is an equal-opportunity phenomenon. It has little sympathy for Islam, but it also derides Christians who, with great righteousness, declare themselves peacemakers while condemning Islam as a religion of violence. As anyone who studies history knows, those claiming to abide by the “true” message of God are always able to justify their violence. Many of the most outspoken proponents of war in modern times have been Christians. The problem of ends justifying means is inherent in any ideology, and any religion claiming direct revelation from God, as the Abrahamic religions do, has the potential to become ideological.

Of course, none of this suggests that the Bible cannot be read as literature, as the writings of ancient agrarian peoples struggling to make sense of the world. Some passages contain beautiful and even inspiring prose, others terrifying glimpses into the human psyche in the context of premodern society. No thinking person, however, could believe what traditional religions ask us to believe: that these writings are “revealed truth” from an all-powerful God.

Science long ago displaced religion as the best means for ascertaining truth—few still cling to the notion that the universe is less than ten thousand years old, for example, or that humans were created in their present form—but religion has remained relevant in other areas of modern life, enjoying particular credibility as a supposed source for morality. In the carnage of Orlando, however, we are seeing that Abrahamic morality is no more useful than Abrahamic explanations of natural history.

Sensible modern human societies should question why they continue to validate the idea of revelation-based religion at all. No deity has ever sent revelation to any human anywhere, and we are killing ourselves by continuing the charade. If your friend, neighbor or co-worker claimed to be receiving special messages from God, you would understandably question their mental health. Likewise, we should question our health as a society if we continue to bestow legitimacy upon individuals or institutions—Christian, Jewish, or Muslim—that claim to be carrying forward divine messages from ancient tribes.

Morality, and just as importantly immorality, can be understood from a naturalistic, humanistic perspective. Humans, as evolved animals, carry innumerable impulses that produce thoughts and actions that we define today as being good, bad, and in between. Our job as a society is to nurture what Harvard psychologist Steven Pinker, borrowing from Abraham Lincoln, calls “the better angels of our nature.” Freedom, creativity, critical thinking, prosperity, justice, and other important values can and should be encouraged in the modern world. To do so, however, it’s time to get beyond the confines of ancient worldviews. Having already dismissed revelation as our means of attaining truth, it is time to dismiss it as a medium for morality as well.

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See David Niose’s books

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Twitter: @ahadave

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Toxic sticker: evolvefish.com

Pubblicato da: rainbowman56 | 18 giugno 2016

Jo Cox era ciò che l’Unione Europea non è

Jo Cox era tutto ciò che l’Unione Europea oggi non riesce ad essere: convintamente europeista, instancabile sostenitrice dei diritti dei più vulnerabili, attenta alla questione dei rifugiati e femm…

Sorgente: Jo Cox era ciò che l’Unione Europea non è

Pubblicato da: rainbowman56 | 18 giugno 2016

Jo Cox era ciò che l’Unione Europea non è

Jo Cox era tutto ciò che l’Unione Europea oggi non riesce ad essere: convintamente europeista, instancabile sostenitrice dei diritti dei più vulnerabili, attenta alla questione dei rifugiati e femminista. Il suo assassinio, specialmente per chi è impegnato nella politica, è stato uno shock. Nel bel mezzo della campagna referendaria che vede il Regno Unito spaccato a metà tra chi vuole abbandonare l’esperienza europea e chi, al contrario, crede ancora in un modello di coesione economico sociale sovranazionale, il sangue della deputata laburista assume un significato particolare.

In un’Europa messa a dura prova e scossa dalle fondamenta, questo tragico episodio è sintomatico  di una profonda crisi che se non risolta rischia di trascinarci nel baratro. La Politica paga il prezzo di non essere stata all’altezza delle sfide che quotidianamente hanno caratterizzato la vita dei cittadini europei. Lentamente sentimenti di sfiducia e rassegnazione si sono trasformati in odio e disprezzo che nel…

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Pubblicato da: rainbowman56 | 17 giugno 2016

I complici morali del killer di Orlando

Preti  imam rabbini integralisti  e “pastori” che apertamente approvano il mostruoso crimine  perpetrato a Orlando. contro il popolo LGBT basandosi su passi di un centone di libri cosiddetti “sacri”,libri scritti da fanatici religiosi ignoranti millenni fa, in nome di un dio psicopattico, genocida e crudele. il dio delle religioni abramitiche, tutte unite da un abietto, criminale odio contro gli omosessuali;

Tutti quelli che vanno alla “Zanzara” su radio 24 a vomitare calunnie  e insulti , contro gli omosessuali, i neri, gli immigrati, gli ebrei, senza che i conduttori si sentano in dovere di arginare quelle bocche da fogna che sono Taormina, Sgarbi e altra fewccia;

I movimenti cosiddetti “pro vita” che in realtà sono contro la vita delle persone che non vanno loro a genio, come omosessuali, trans e donne che non ci stanno a sottomettersi a mariti padroni e fidanzati patologicamente gelosi e possessivi,per loro la lotta contro il bullismo antigay causa di suicidi di ragazzi innocenti e per la prevenzione del femminicidio farebbero parte di una immaginaria ideologia gender che vorrebbe distruggere la cosiddetta “famiglia tradizionale” un feticcio in cui credono solo Adinolfi, Amato, Gandolfini e altri simili cattonazisti integralisti.

Giornali come “IL Giornale” (povero Montanelli, per fortuna non hai visto cos’è diventato il quotidiano che hai fondato) che difendono l’istigazione all’odio antigay e financo all’omicidio come “liberà di opinione”. L’istigazione a delinquere del parroco Porceddu è un reato, un crimine, non un’opinione!

Quelli che sostengono le terapie “riparative” per “guarire” dall’omosessualità, ciarlatani che senza alcuna base scientifica sostengono che gli omosessuali siano malati, anormali,  mentre l’omosessualità è una normale variante dell’orientamento sessuale  umano;

Associazioni fasciste come Forza Nuova,Casa Pound, Militia Christi e anche “Fratelli D’Italia” che fanno dell’odio omofobo la loro bandiera, e che sono, nel loro fanatismo, fratelli di dsangue dei criminali dell’ISIS;

Tutti i vigliacchi che su Facebook hanno osato gioire di una strage e si sono nascosti come ratti di fogna appena qualcuno li ha criticati, e altri vigliacchi che avendo espresso simili opinioni si sono lanciati in insincere ritrattazioni.

La chiesa cattolica con il suo assordante silenzipo sulla strage di Orlando. Complice,come è complice degli abusi dei preti pedofili, alla cui denuncia alle autorità civi.li si oppone con ogni mezzo;

J’ACCUSE tutti costoro di essere complici della strage commessa da un criminale che non sopportava di vedere due uomini baciarsi.

 

Pubblicato da: rainbowman56 | 17 giugno 2016

Se ad ammazzare è un nazista non si usa la parola “terrorista”?

Se l’assassino di Jo Cox fosse stato, che so, di lontane origini afghane e con simpatie fondamentaliste si sarebbe detto che è l’Isis che ci attacca. Sarebbe dilagato il malcontento con…

Sorgente: Se ad ammazzare è un nazista non si usa la parola “terrorista”?

Pubblicato da: rainbowman56 | 12 giugno 2016

Pretty face boy Bernardo Dutra by Gustavo Bresciani

Fashionably Male

Meet the pretty face boy Bernardo Dutra by Gustavo Bresciani. Bernardo is with Bravo Models in Rio and Oxygen Models in São Paulo. Beautiful clean skin, toned muscle body and we can go on and on.

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Pubblicato da: rainbowman56 | 12 giugno 2016

You ready for some Richie?

Fashionably Male

You ready for some Richie? Here comes Richie Rocco looking gorgeous than ever taking part in some Motel snapped by Brian Kaminski.  He’s from Elite Models Miami.

Full story now on briankaminski.tumblr.com

You ready for some Richie? Here comes Richie Rocco looking gorgeous than ever taking part in some Motel snapped by Brian Kaminski.You ready for some Richie? Here comes Richie Rocco looking gorgeous than ever taking part in some Motel snapped by Brian Kaminski.You ready for some Richie? Here comes Richie Rocco looking gorgeous than ever taking part in some Motel snapped by Brian Kaminski.Richie Rocco by Brian Kaminski (4)Richie Rocco by Brian Kaminski (5)Richie Rocco by Brian Kaminski (6)Richie Rocco by Brian Kaminski (7)You ready for some Richie? Here comes Richie Rocco looking gorgeous than ever taking part in some Motel snapped by Brian Kaminski.Richie Rocco by Brian Kaminski (9)You ready for some Richie? Here comes Richie Rocco looking gorgeous than ever taking part in some Motel snapped by Brian Kaminski.

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