Pubblicato da: rainbowman56 | 1 settembre 2014

Voglio due mamme, dal blog di MALVINO

http://malvinodue.blogspot.it/2014/08/voglio-due-mamme.html#comment-form

Twitto poco, per lo più d’istinto, e quasi sempre pentendomi subito di quello che ho twittato, perché in 140 battute spazi inclusi raramente si argomenta a dovere, e senza argomentare a dovere ogni scambio di opinioni scade inevitabilmente in battibecco, che spesso le livella, indebolendo quelle forti e irrobustendo quelle deboli. Così mi pare sia accaduto ieri.

In un confronto come si deve, ammesso e non concesso che con un @marioadinolfi ne valga la pena, avrei dovuto far presente che nessun «bimbo» era stato «obbligato ad avere due “mamme”». Innanzitutto, si trattava di una bimba. Questa precisazione, però, l’avrei lasciata in coda, sollevando una questione solo in apparenza marginale: quanto di proiettato c’è nel «bimbo» che un @marioadinolfi immagina «obbligato ad avere due “mamme”»? Per meglio dire: cos’è che autorizza chi trova insopportabile questa sentenza a mettersi nei panni del minore per dichiararsene insoddisfatto, anzi, per dirsene penalizzato, e pesantemente, giacché la soluzione sarebbe contro «natura»? Più esplicitamente ancora: non è un’indebita assunzione di paternità da parte di chi in ogni caso ne ha assai meno diritto rispetto a una delle due mamme, quella biologica non meno di chi si arroga il diritto di parlare in nome della «legge» e della «natura»?

Ma questo, dicevo, l’avrei detto solo alla fine. Sarei andato subito al testo della sentenza, nella quale si legge che la bimba «è nata e cresciuta con la ricorrente e la sua compagna, madre biologica della bimba, instaurando con loro un legame inscindibile che, a prescindere da qualsiasi “classificazione giuridica”, nulla ha di diverso rispetto a un vero e proprio vincolo genitoriale. Negare alla bambina i diritti e i vantaggi che derivano da questo rapporto costituirebbe certamente una scelta non corrispondente all’interesse della minore […] Non si tratta di concedere un diritto ex novo, creando una situazione prima inesistente, ma di garantire la copertura giuridica di una situazione di fatto già esistente da anni, nell’esclusivo interesse di una bambina che è da sempre cresciuta e stata allevata da due donne, che essa stessa riconosce come riferimenti affettivi primari, al punto tale da chiamare entrambe “mamma”». Né in oltraggio alla «legge», dunque, né contro «natura».

Ripensandoci, tuttavia, tutto questo si poteva sintetizzare in 140 battute spazi inclusi, chessò, «leggi il testo della sentenza, coglione», ma non sarebbe stato ancora più ellittico? No, è il mezzo che non va bene, è Twitter che non è adatto al fine. 

Adinolfi e quelli come lui, sedicenti”pro vita” e strenui difensori della cosiddetta “famiglia tradizionale” distruggerebbero una famiglia solo percvhè non si conforma ai  ristretti schemi mentali concepiti dai loro cervellini decotti dal pregiudizio

Pubblicato da: rainbowman56 | 28 agosto 2014

Il meglio dell’Humour Fantascientifico

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Pubblicato da: rainbowman56 | 14 agosto 2014

>Introducing Joshua Dagon

rainbowman56:

An Author who deserves to be more known!

Originally posted on Top 2 Bottom Reviews:

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Joshua Dagon
A Word About Joshua Dagon
Perhaps the most surprising thing about horror author Joshua Dagon is that he is not more well known. When it comes to his writing style, Dagon is a rare find. If you’re fortunate enough to find yourself curled up with one of his suspenseful and chilling novels, you may just forget that you’re reading the words of an up-and-coming, (aspiring, perhaps?) author. His vocabulary is exceptional, and the pace of his prose will carry you along so swiftly that before you even realize it, you will find yourself embroiled in a page-turner.
Dagon quite skillfully pulls his reader into the minds of his characters, shifting point-of-view when necessary to explore the thoughts and feelings of both protagonists and villains. With a style strikingly similar to horror author Anne Rice, Dagon’s prose is magikal.
Our website exclusively highlights gay-themed literature, including quite a…

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Pubblicato da: rainbowman56 | 13 agosto 2014

Welcome to Heaven, Robin williams

La locandina de "L'attimo fuggente" (Dead Poets Society, 1993), probabilmente il film capolavoro di RW

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Pubblicato da: rainbowman56 | 13 agosto 2014

In morte di Robin Williams, Attore Totale

Originally posted on Anellidifum0's Blog:

Robin Williams (1951-2014) ha svezzato con la sua arte la generazione dei nati alla metà degli anni Settanta

Robin Williams (1951-2014) ha svezzato con la sua arte la generazione dei nati alla metà degli anni Settanta

Stop all the clocks, oggi è morta l’infanzia. Succede così che in una calda serata d’agosto vengo a sapere della morte, probabilmente per suicidio, del mio attore preferito: Robin Williams. Un attore che ha accompagnato artisticamente tutta la mia vita e, a giudicare dalle reazioni contrite sui social network in tutte le lingue del globo, anche quella di chi è nato a metà anni Settanta, e di due o tre altre generazioni sparse per i quattro angoli del pianeta.

Anche se il signor Williams era malato da tempo di depressione, mi piace pensare che in nessuna redazione fosse già pronto un suo coccodrillo, vale a dire uno di quegli articoli che i giornalisti preparano in previsione della morte di qualche personaggio noto di cui si sospetta l’avvicinarsi dell’ultima ora…

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Pubblicato da: rainbowman56 | 13 agosto 2014

L’insostenibile leggerezza di Adinolfi

Originally posted on Il lato fucsia della forza:

Giuro che non è una battuta e no, non c’è nessun riferimento al peso. Per insostenibile, intendo proprio l’inaccettabilità, soprattutto sul piano morale, delle sue argomentazioni. Per leggerezza, intendo la superficialità, che poi è cifra politica del suo approccio sui temi LGBT. Di cosa parlo?

Stavo navigando sul web quando, puntuale come il passeggiar di una blatta in una calda e umida notte siciliana, compare un suo “ragionamento”, indirizzato a tre parlamentari (in carica ed ex) che hanno la colpa di essere gay: Franco Grillini, Sergio Lo Giudice e Daniele Viotti.

Riporto integralmente l’ennesimo sproloquio, ammantato dell’ormai solito vittimismo di cui si dotano le frange omofobe per sperar d’essere più credibili:

il piagnisteo omofobo di Adinolfi

il piagnisteo omofobo di Adinolfi

come ben si sa, non sono un fan del partito di Viotti e Lo Giudice e non appartengo alla schiera dei sostenitori di Grillini. Conosco personalmente Daniele, ma l’ho pure attaccato per come…

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Pubblicato da: rainbowman56 | 11 agosto 2014

Ogni mattina una gazzella si sveglia e sa che il leone è gay

Originally posted on non si sevizia un paperino:

tupperwaste

Vi leggo molto pessimisti e rassegnati, lo capisco e perciò oggi accorro in vostro aiuto con delle buone notizie. Finalmente anche noi italiani possiamo essere apprezzati per importanti primati (no, non Borghezio), quelle cose che racconti fiero col petto in fuori alle gare a chi ce l’ha più lungo. “Ehi ma noi siamo al primo posto” e giù gli appluasi, la standing ovation, i pianti di commozione ecc. ecc.

Le risate registrate.

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Sappia il Taormina che le sue frasi sui cittadini  omosessuali sono ignobili, criminali, e che se  fossero state riferite a persone di colore o ebrei non ci sarebbe voluta Rete Lenford per denunciarlo. E non m’importa se i suoi spregevoli sostenitori l’hanno “assolto”: con buona pace del “privcipe” del foro Taormina, non rappresentano il POPOLO CIVILE Italiano che l’ha giustamente e legalmente CONDANNATO!

Pubblicato da: rainbowman56 | 8 agosto 2014

Il trionfo di Rete Lenford: Taormina condannato per omofobia

Originally posted on Il lato fucsia della forza:

Rete Lenford

Rete Lenford

Ogni tanto una bella notizia. Come si legge sul sito di Rete Lenford «l’avvocato Carlo Taormina che, nel corso di una nota trasmissione radiofonica, aveva più volte dichiarato che non avrebbe mai assunto collaboratori omosessuali» è stato condannato poiché «il Tribunale di Bergamo ha riconosciuto il carattere discriminatorio delle sue affermazioni».

Il giudice incaricato ha «condannato l’avvocato al pagamento di un risarcimento del danno a favore di Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford, nonché alla pubblicazione della sentenza sul quotidiano nazionale “Il Corriere della Sera”».

L’associazione di avvocati e di avvocatesse LGBT fa altresì notare che la sentenza «rappresenta un punto di svolta in materia di contrasto alle discriminazioni. È il primo caso in Italia di condanna per discriminazione in ambito lavorativo verso le persone omosessuali. Inoltre, è da sottolineare il riconoscimento di un risarcimento del danno a un’associazione che si batte a tutela dei diritti delle persone LGBTI». Il denaro, dichiara Rete…

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Pubblicato da: rainbowman56 | 6 agosto 2014

La riforma del Senato e il ruggito delle foglie di fico

Originally posted on Il lato fucsia della forza:

SEL e civatiani colpiscono ancora

SEL e civatiani colpiscono ancora

Diciamoci la verità. Col voto dei giorni scorsi in Senato, per cui sui temi “etici” ci dovrà essere la doppia lettura di Camera e Senato, ci siamo giocati la possibilità di far approvare qualsiasi legge migliorativa sui diritti civili in materie quali coppie di fatto, matrimonio egualitario, adozioni, questione trans, ecc. Per non parlare del fine vita, eutanasia, fecondazione assistita.

Perché?

L’attuale riforma costituzionale – semmai dovesse venir approvata – prevede che su certe materie legifererà la sola Camera dei Deputati. Il Senato dovrebbe fungere da raccordo tra competenze nazionali e competenze territoriali. Per cui se nel ramo basso del parlamento si voterà per qualche provvedimento fondamentale per la vita democratica e civile del paese (scuola, giustizia, sanità, pensioni, per citarne solo alcune) la maggioranza di turno avrà gioco facile a fare il bello e il cattivo tempo. Se ci fosse stato questo sistema già nel 1994, per intenderci, sarebbero passate tutte le…

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