Pubblicato da: rainbowman56 | 14 agosto 2014

>Introducing Joshua Dagon

rainbowman56:

An Author who deserves to be more known!

Originally posted on Top 2 Bottom Reviews:

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Joshua Dagon
A Word About Joshua Dagon
Perhaps the most surprising thing about horror author Joshua Dagon is that he is not more well known. When it comes to his writing style, Dagon is a rare find. If you’re fortunate enough to find yourself curled up with one of his suspenseful and chilling novels, you may just forget that you’re reading the words of an up-and-coming, (aspiring, perhaps?) author. His vocabulary is exceptional, and the pace of his prose will carry you along so swiftly that before you even realize it, you will find yourself embroiled in a page-turner.
Dagon quite skillfully pulls his reader into the minds of his characters, shifting point-of-view when necessary to explore the thoughts and feelings of both protagonists and villains. With a style strikingly similar to horror author Anne Rice, Dagon’s prose is magikal.
Our website exclusively highlights gay-themed literature, including quite a…

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Pubblicato da: rainbowman56 | 13 agosto 2014

Welcome to Heaven, Robin williams

La locandina de "L'attimo fuggente" (Dead Poets Society, 1993), probabilmente il film capolavoro di RW

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Pubblicato da: rainbowman56 | 13 agosto 2014

In morte di Robin Williams, Attore Totale

Originally posted on Anellidifum0's Blog:

Robin Williams (1951-2014) ha svezzato con la sua arte la generazione dei nati alla metà degli anni Settanta

Robin Williams (1951-2014) ha svezzato con la sua arte la generazione dei nati alla metà degli anni Settanta

Stop all the clocks, oggi è morta l’infanzia. Succede così che in una calda serata d’agosto vengo a sapere della morte, probabilmente per suicidio, del mio attore preferito: Robin Williams. Un attore che ha accompagnato artisticamente tutta la mia vita e, a giudicare dalle reazioni contrite sui social network in tutte le lingue del globo, anche quella di chi è nato a metà anni Settanta, e di due o tre altre generazioni sparse per i quattro angoli del pianeta.

Anche se il signor Williams era malato da tempo di depressione, mi piace pensare che in nessuna redazione fosse già pronto un suo coccodrillo, vale a dire uno di quegli articoli che i giornalisti preparano in previsione della morte di qualche personaggio noto di cui si sospetta l’avvicinarsi dell’ultima ora…

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Pubblicato da: rainbowman56 | 13 agosto 2014

L’insostenibile leggerezza di Adinolfi

Originally posted on Il lato fucsia della forza:

Giuro che non è una battuta e no, non c’è nessun riferimento al peso. Per insostenibile, intendo proprio l’inaccettabilità, soprattutto sul piano morale, delle sue argomentazioni. Per leggerezza, intendo la superficialità, che poi è cifra politica del suo approccio sui temi LGBT. Di cosa parlo?

Stavo navigando sul web quando, puntuale come il passeggiar di una blatta in una calda e umida notte siciliana, compare un suo “ragionamento”, indirizzato a tre parlamentari (in carica ed ex) che hanno la colpa di essere gay: Franco Grillini, Sergio Lo Giudice e Daniele Viotti.

Riporto integralmente l’ennesimo sproloquio, ammantato dell’ormai solito vittimismo di cui si dotano le frange omofobe per sperar d’essere più credibili:

il piagnisteo omofobo di Adinolfi

il piagnisteo omofobo di Adinolfi

come ben si sa, non sono un fan del partito di Viotti e Lo Giudice e non appartengo alla schiera dei sostenitori di Grillini. Conosco personalmente Daniele, ma l’ho pure attaccato per come…

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Pubblicato da: rainbowman56 | 11 agosto 2014

Ogni mattina una gazzella si sveglia e sa che il leone è gay

Originally posted on non si sevizia un paperino:

tupperwaste

Vi leggo molto pessimisti e rassegnati, lo capisco e perciò oggi accorro in vostro aiuto con delle buone notizie. Finalmente anche noi italiani possiamo essere apprezzati per importanti primati (no, non Borghezio), quelle cose che racconti fiero col petto in fuori alle gare a chi ce l’ha più lungo. “Ehi ma noi siamo al primo posto” e giù gli appluasi, la standing ovation, i pianti di commozione ecc. ecc.

Le risate registrate.

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Sappia il Taormina che le sue frasi sui cittadini  omosessuali sono ignobili, criminali, e che se  fossero state riferite a persone di colore o ebrei non ci sarebbe voluta Rete Lenford per denunciarlo. E non m’importa se i suoi spregevoli sostenitori l’hanno “assolto”: con buona pace del “privcipe” del foro Taormina, non rappresentano il POPOLO CIVILE Italiano che l’ha giustamente e legalmente CONDANNATO!

Pubblicato da: rainbowman56 | 8 agosto 2014

Il trionfo di Rete Lenford: Taormina condannato per omofobia

Originally posted on Il lato fucsia della forza:

Rete Lenford

Rete Lenford

Ogni tanto una bella notizia. Come si legge sul sito di Rete Lenford «l’avvocato Carlo Taormina che, nel corso di una nota trasmissione radiofonica, aveva più volte dichiarato che non avrebbe mai assunto collaboratori omosessuali» è stato condannato poiché «il Tribunale di Bergamo ha riconosciuto il carattere discriminatorio delle sue affermazioni».

Il giudice incaricato ha «condannato l’avvocato al pagamento di un risarcimento del danno a favore di Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford, nonché alla pubblicazione della sentenza sul quotidiano nazionale “Il Corriere della Sera”».

L’associazione di avvocati e di avvocatesse LGBT fa altresì notare che la sentenza «rappresenta un punto di svolta in materia di contrasto alle discriminazioni. È il primo caso in Italia di condanna per discriminazione in ambito lavorativo verso le persone omosessuali. Inoltre, è da sottolineare il riconoscimento di un risarcimento del danno a un’associazione che si batte a tutela dei diritti delle persone LGBTI». Il denaro, dichiara Rete…

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Pubblicato da: rainbowman56 | 6 agosto 2014

La riforma del Senato e il ruggito delle foglie di fico

Originally posted on Il lato fucsia della forza:

SEL e civatiani colpiscono ancora

SEL e civatiani colpiscono ancora

Diciamoci la verità. Col voto dei giorni scorsi in Senato, per cui sui temi “etici” ci dovrà essere la doppia lettura di Camera e Senato, ci siamo giocati la possibilità di far approvare qualsiasi legge migliorativa sui diritti civili in materie quali coppie di fatto, matrimonio egualitario, adozioni, questione trans, ecc. Per non parlare del fine vita, eutanasia, fecondazione assistita.

Perché?

L’attuale riforma costituzionale – semmai dovesse venir approvata – prevede che su certe materie legifererà la sola Camera dei Deputati. Il Senato dovrebbe fungere da raccordo tra competenze nazionali e competenze territoriali. Per cui se nel ramo basso del parlamento si voterà per qualche provvedimento fondamentale per la vita democratica e civile del paese (scuola, giustizia, sanità, pensioni, per citarne solo alcune) la maggioranza di turno avrà gioco facile a fare il bello e il cattivo tempo. Se ci fosse stato questo sistema già nel 1994, per intenderci, sarebbero passate tutte le…

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Pubblicato da: rainbowman56 | 6 agosto 2014

Out of The Blue | SID Magazine

Originally posted on FASHIONABLY MALE:

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Gracing the pages of SID’s latest issue, models Bo Develius and Daniel Roberts star in a studio story lensed by photographer Oli Kearon. Focusing the attention on summer’s best accessories, Kearon teams up with stylist Sylvester Yiu, who assembles a sleek wardrobe of clean designs, including Dior Homme‘s graphic silhouettes and Karl Lagerfeld’s sharp ensembles, that highlight the fashionable appeal of this season’s accessories. Wearing Giorgio Armani’s textured sunglasses, Prada’s lightweight shades, luxurious Rolex watches or Dior Homme’s vibrant-colored handbags, the models showcase their favorite pieces of choice for an updated moment of style.

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http://www.repubblica.it/esteri/2014/08/01/news/spagna_aggressione_omofoba_minorca-92875559/

Il racconto di un giornalista di Repubblica che insieme al compagno è stato pesantemente minacciato a Minorca ma è stato sostenuto dalla solidarietà di tutti i presenti. La rabbia che la violenza e l’intolleranza ti lasciano dentro e le riflessioni su quanto resta ancora da fare per batterle, soprattutto nel nostro Paese

di FEDERICO BITTI

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Spagna, quell’aggressione omofoba e quella spiaggia che in Italia non c’è
Federico Bitti
A volte non ti restano che le parole, ne sottovaluti la potenza, la capacità di fare breccia nel cuore e nelle teste degli altri e ti restano in gola come un boccone amaro che non va né giù né su. Quelle parole, non pronunciate, non gridate, monopolizzano i tuoi pensieri, te le porti a cena, in spiaggia, nel letto finché non le urli.

Le parole in questione per me erano queste:

“Ed eccoci qui sopravvissuti a una mini aggressione xeno-omo – o semplicemente fobica. A Minorca, gioiello delle Baleari, orgoglio accogliente di una Spagna che qui cerca di dimenticare l’atmosfera deprimente della crisi, c’è tempo per l’odio. Chissà forse perché nudi – in una spiaggia naturista – forse perché autoctoni solo a metà o forse perché colpevoli di essere due uomini chiaramente felici della reciproca compagnia. Ma eccolo lì un bestione a minacciarci con il bastone di un ombrellone, gridando il suo disgusto, a cercare una provocazione per darci addosso. L’amico cerca di calmarlo, e si scusa con uno sguardo, la moglie (dell’amico), vergognandosi, come una ladra lascia la spiaggia e poco dopo la segue il resto della famiglia. Lui resta e due belle signore si scagliano in nostra difesa gridandogli “sin verguenza” (sei senza vergogna). Noi rispondiamo, fermi – paralizzati più dall’incredulità che dalla paura – ma senza cedere alla provocazione. Lasciato solo dalla famiglia (resta l’amico a calmarlo ancora “ya está, ya está) e accerchiato dalla disapprovazione di tutti alla fine, pur borbottando “a me nessuno mi caccia da qui”, se ne va. In quel momento tutta la spiaggia applaude in nostro sostegno, tutti felici che quel grumo di intolleranza insensata lasci uno spazio condiviso serenamente fino a quel momento. Non mi era mai successo e, nonostante anni a denunciare, manifestare, richiamare l’attenzione sui soliti temi a suon di “che palle ‘sti froci”, mi scopro a rimuginare ancora una volta che la violenza ferisce ma la violenza discriminante avvelena perché semina il dubbio di sentirsi sbagliati e lascia una rabbia brutta, la rabbia di un cazzotto che avrei voluto dare ma che ora sento di aver preso nello stomaco. E non posso fare a meno di pensare a chi non ha le risorse per capire, farsi capire o difendersi dentro e fuori. A chi quella spiaggia che si alza piedi e applaude non l’ha avuta mai o non ce l’avrà mai. E mi spezza il cuore.

Se nell’almodovariana e post zapateriana Spagna questo può ancora accadere, che cosa può e deve ancora accadere nell’Italia di Giovanardi, della Binetti, dei Dico mai fatti, per capire che uno straccio di legge contro l’omofobia – che non è una riforma costituzionale – è urgente, non tanto per le pene che comminerà, ma per unire quella spiaggia, per sentire più forte quell’applauso che in parte oggi ci ha salvati”

Il primo istinto è stato quello di condividere le mie riflessioni sui social, rifugiarmi in quella “bolla” di affetti che sapevo mi avrebbe circondato. Così è stato ma, nonostante la “rivincita della spiaggia”, abbiamo sentito che stavolta era necessario un piccolo passo in più. Quelle parole non pronunciate andavano gridate, dovevano incontrare un orecchio in grado di capirle e una cassa di risonanza in grado di diffonderle. Per allargare i confini di quella spiaggia, di quell’applauso che in molti, troppi, non riescono a sentire. Così col mio compagno decidiamo di tradurle in spagnolo e il primo passo è stato il piccolo quotidiano dell’isola che ci pubblica nella sezione delle lettere dei lettori. Soddisfatti, ma testardi, contattiamo, senza troppe aspettative, anche le testate più importanti del paese. Sarà El Mundo a mettere la nostra piccola storia in homepage, ma scopriremo poi che anche El Pais ci aveva risposto.

Non si è trattato di una rivalsa, ma solo del timido tentativo di “essere, nel nostro piccolo, quel cambiamento che vorremmo nel mondo”. Che sia a una spiaggia, a un giornale o in una lettera quelle parole vanno gridate. Solo così smetteranno di strozzarci la gola.

Mio commento.
Alle varie (ma saranno donne ?) Tonia Maccani e M M. Cassetti che insistono a prendere le difese dell’energumeno omofobo insinuando atti osceni o quasi in luogo pubblico: piantatela. Non c’è stato nulla del genere, quindi la smettano di eccitare la loro fantasia lubrica. C’è un deplorevole doppio standard, nel quale basta che due uomini innocentemente si bacino o si tengano per mano per scatenare in certe persone reazioni che non si vedono neanche di striscio nel caso di coppie etero che pomiciano allegramente in luogo pubblico, e nessuno si preoccupa, in questo caso, dei bambini, i quali sono molto più traumatizzati da manifestazioni di odio violento che da un bacio, sia pure spinto

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