Pubblicato da: rainbowman56 | 28 febbraio 2019

La scienza si fa coi dati, non con le emozioni.


A caccia di guai

Ecco un esempio pratico del motivo per cui il metodo di sopprimere la ricerca sgradita, propagandato dai social justice warriors / queer / postmodernisti americani e non, è controproducente. (L’ultimo caso di censura è qui,  e non lo commento perché mi porta fuori dal tema che ho scelto oggi)
Nel 2005 un gruppo di scienziati pubblicò una ricerca sui maschi bisessuali. Arruolò chiunque si definisse tale. Col pletismografo misurò poi la risposta di eccitamento (che è un riflesso involontario: l’aumento del volume del pene) di fronte a immagini porno gay maschili, eterosessuali, e lesbiche.
Il risultato fu che la maggioranza dei bisessuali rispondeva alle immagini gay ma non a quelle etero, qualcuno a quelle etero ma non a quelle gay, pochissimi a entrambe.
La loro conclusione fu pertanto che la bisessualità non è un orientamento in sé, quanto una definizione sociale di un gruppo di…

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