Pubblicato da: rainbowman56 | 15 aprile 2015

Vitalizi ai condannati se la politica cerca l’alibi dei giuristi per non dover decidere (GUSTAVO ZAGREBELSKY)


Triskel182

Privilegi

L’analisi
Il caso dei parlamentari decaduti per reati gravi che continuano a percepire la “pensione” Lo sconcerto dell’opinione pubblica: la questione sembrava chiara e ci si è rivolti al diritto per renderla confusa.

UN CASO da non prendere sottogamba. Le Camere si trovano a discutere se sia ragionevole che i parlamentari decaduti in conseguenza di condanna irrevocabile per reati di particolare gravità possano continuare a percepire il cosiddetto “vitalizio”; se, dunque, sia ragionevole sostenere, vita natural durante, coloro che dal Parlamento siano stati allontanati per una ragione di indegnità. “Indegnità” è parola della Costituzione, insieme a “disciplina e onore”.
Quando si è saputo che ciò tranquillamente accade, ai più (forse, salvo che ai diretti interessati) non è sembrato vero. Cosa da non credere. Così, si sono messe in moto iniziative interne alle Camere per rimuovere un’anomalia che sembra fatta apposta per giustificare e alimentare il già tanto diffuso pregiudizio anti-parlamentare…

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