Pubblicato da: rainbowman56 | 18 febbraio 2013

Amazon Shock, da Perseo76, cronache della libreria


http://cronachedallalibreria.blogspot.it/

Su Amazon si è detto di tutto e di più. Attaccare aziende di questo genere, spesso, procura molti nemici ma vi prego (VI PREGO) leggete la notizia che riporta Repubblica (QUI). Si tratta dell’ennesima inchiesta portata avanti da una televisione pubblica tedesca. Io non aggiungo altro perché nulla c’è da aggiungere.
Riporto solo una parte dell’articolo: “Sono pagati malissimo, nove euro al lordo dei contributi, e lavorano soprattutto nel turno di notte. Alloggiano in sette per camerata in vecchi alberghi sciistici decaduti o chiusi fuori stagione, sono sorvegliati da spietati vigilantes spesso appartenenti o vicini all’ultradestra neonazista.Non sono gruppi dell’ultrasinistra, né Anonymous o i no global, ad aver denunciato lo scandalo: la scoperta dei disperati di Amazon la dobbiamo a una squadra diinvestigative reporters della Ard, la prima rete tv pubblica tedesca che, sorta nel dopoguerra con l’aiuto di ‘istruttori’ britannici e americani, ha l’abitudine di puntare tutto sulle inchieste scomode, da cane da guardia di democrazia e diritti umani. Almeno cinquemila persone, ha detto la Ard nel suo reportage appena andato in onda in mezza serata, prime time, sono impiegate da Amazon nei suoi centri di smistamento e spedizione, specie in Assia, lo Stato centrale dove sorge la metropoli finanziaria Francoforte. A casa erano insegnanti, o neolaureati, ma la disoccupazione di massa nell’Europa del sud e nei Balcani rende inutile ogni qualifica. Sono ingaggiati da Amazon con email vaghe che promettono una buona paga e un contratto sicuro con il gigante stesso.I disperati di Amazon arrivano a spese proprie in Germania e sono accolti dai vigilantes e da persone di agenzie di collocamento private senza scrupoli. La tratta dei disperati avviene soprattutto prima di Natale, quando volano ovviamente le ordinazioni ad Amazon in tutto il mondo. Da Amazon i disperati apprendono che la paga è minore, l’orario di lavoro più lungo del previsto. E quasi sempre nello stressante turno di notte. Vengono alloggiati, racconta ancora la tv pubblica tedesca, in camerate dove appunto dormono in gruppo, chi su brande chi su vecchi divani sfondati. Alloggi e toilettes sporchi e pericolanti, cibo di pessima qualità, e devono anche pagarselo da soli con parte del misero guadagno. E spesso i vigilantes sadici si divertono a minacciarli e impaurirli per dissuaderli da ogni protesta.

In ogni momento i vigilantes hanno diritto di entrare per perquisirli e accusarli di furto al minimo sospetto. Vengono portati al centro smistamento, distante spesso decine e decine di chilometri dai dormitori-lager, con autobus stracolmi su cui spesso devono viaggiare anche in piedi. Se a causa del traffico o del maltempo l’autobus arriva tardi, il ritardo viene loro decurtato dalla misera paga. Alcuni di loro, riconosciuti perché si sono fatti intervistare, hanno ricevuto subito la lettera di licenziamento. “

Se le cose stanno davvero così non ci sono scuse, davanti alla mancanza di diritti e alla privazione della dignità umana, ve lo dico senza problemi, lo sconto può pure andare a farsi fottere. Crisi o non crisi!
Occorre boicottare Amazon in ogni modo: gli editori interrompano i contatti con questo gruppo, smettiamo di comprare libri sul sito sino a quando non renderanno il proprio operato trasparente.
Questa è l’ennesima prova che non basta appropriarsi indebitamente della parola “cultura” per essere persone migliori.
E’ inaccettabile, inammissibile  un simile trattamento delle persone. Amazon addio, anzi, al diavolo!

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