Pubblicato da: rainbowman56 | 12 gennaio 2013

Genitori omosessuali: la giustizia apre varchi, in attesa della politica


http://www.uaar.it/news/2013/01/12/genitori-omosessuali-giustizia-apre-varchi-attesa-della-politica/

Qual­cu­no ha già de­fi­ni­to “sto­ri­ca” la sen­ten­za della Cas­sa­zio­ne, resa nota ieri. Il giu­di­zio non è fuori luogo, perché può real­men­te far fare un salto di qualità al di­bat­ti­to sui di­rit­ti degli omo­ses­sua­li. Il fatto che sia stata pro­nun­cia­ta all’avvio della cam­pa­gna elet­to­ra­le può rap­pre­sen­ta­re un ul­te­rio­re aspet­to po­si­ti­vo. Le prime rea­zio­ni dal mondo po­li­ti­co, tut­ta­via, non sono ras­si­cu­ran­ti.

La sentenza della Cassazione

la Cas­sa­zio­ne ha cri­ti­ca­to “il mero pre­giu­di­zio che sia dan­no­so per l’equi­li­bra­to svi­lup­po del bam­bi­no il fatto di vivere in una fa­mi­glia in­cen­tra­ta su una coppia omo­ses­sua­le”

Ve­nia­mo ai fatti. Un padre, mu­sul­ma­no, ha chie­sto l’af­fi­da­men­to del figlio avuto con la sua ex com­pa­gna. In con­si­de­ra­zio­ne del suo ca­rat­te­re vio­len­to, la Corte d’Ap­pel­lo di Bre­scia ha invece as­se­gna­to tale re­spon­sa­bi­lità alla donna. L’uomo ha allora pre­sen­ta­to ri­cor­so, pun­tan­do sul fatto che la madre, ex tos­si­co­di­pen­den­te, ha nel frat­tem­po av­via­to una re­la­zio­ne omo­ses­sua­le. Chia­ma­ta a pro­nun­ciar­si, la Cas­sa­zio­ne ha cri­ti­ca­to “il mero pre­giu­di­zio che sia dan­no­so per l’equi­li­bra­to svi­lup­po del bam­bi­no il fatto di vivere in una fa­mi­glia in­cen­tra­ta su una coppia omo­ses­sua­le”, un pre­giu­di­zio che dà “per scon­ta­to ciò che invece è da di­mo­stra­re, ossia la dan­no­sità di quel con­te­sto fa­mi­glia­re”. E ha quindi con­fer­ma­to l’af­fi­da­men­to del figlio alla madre.

La sen­ten­za non va en­fa­tiz­za­ta oltre misura, date le ca­rat­te­ri­sti­che assai par­ti­co­la­ri della vi­cen­da. I giu­di­ci si sono in­fat­ti espres­si in base alle evi­den­ze in loro pos­ses­so, e do­vreb­be essere evi­den­te che un uomo vio­len­to, che a suo tempo si era al­lon­ta­na­to di sua ini­zia­ti­va (ar­ri­van­do, scri­vo­no, a “sot­trar­si agli in­con­tri pro­tet­ti ed as­su­men­do, quindi, un com­por­ta­men­to non im­pron­ta­to a volontà di re­cu­pe­ro delle fun­zio­ni ge­ni­to­ria­li e poco coe­ren­te con la stessa ri­chie­sta di af­fi­da­men­to con­di­vi­so e di fre­quen­ta­zio­ne libera del bam­bi­no”), non può rap­pre­sen­ta­re il padre ideale per un bam­bi­no.

Pro­prio tali ca­rat­te­ri­sti­che però già mo­stra­no come il “no” puro e sem­pli­ce all’omo­ge­ni­to­ria­lità sia sba­glia­to: esi­sto­no si­tua­zio­ni in cui è evi­den­te che è pre­fe­ri­bi­le ad altre. La Cas­sa­zio­ne è tut­ta­via andata oltre: chia­ma­ta a espri­mer­si sulla pos­si­bi­lità che una coppia omo­ses­sua­le possa rap­pre­sen­ta­re un am­bien­te idoneo alla cre­sci­ta di bam­bi­ni, ha per l’ap­pun­to so­ste­nu­to che si tratta di un “mero pre­giu­di­zio”.

Perché, oc­cor­re ancora una volta ri­ba­dir­lo, non esiste alcuna di­mo­stra­zio­ne che una coppia di gay o le­sbi­che rap­pre­sen­ti un am­bien­te peg­gio­re per lo svi­lup­po di un bam­bi­no di una coppia ete­ro­ses­sua­le. La Su­pre­ma Corte si è in qual­che tro­va­ta a va­lu­ta­re la que­stio­ne, e l’ha giu­sta­men­te va­lu­ta­ta sulla base delle evi­den­ze di­spo­ni­bi­li.

La sen­ten­za è im­por­tan­te anche perché questi dati di fatto non sono noti all’opi­nio­ne pub­bli­ca: i mass media, almeno fino a ieri, non ne ave­va­no mai fatto cenno, e la mag­gio­ran­za dei po­li­ti­ci ne nega ad­di­rit­tu­ra l’esi­sten­za, ali­men­tan­do quindi pro­prio quel “mero pre­giu­di­zio”. Della cui esi­sten­za por­ta­no in­ne­ga­bil­men­te la mag­gior re­spon­sa­bi­lità le ge­rar­chie ec­cle­sia­sti­che, sempre pronte a ri­ba­di­re che i figli devono essere cre­sciu­ti da una coppia for­ma­ta da un uomo e da una donna.

Famiglie Uaar

Il dibattito sulla questione

Ri­spet­to agli altri paesi eu­ro­pei il di­bat­ti­to ita­lia­no è assai ar­re­tra­to. Ma anche al­tro­ve non sono rose e fiori. Le re­cen­ti parole del papa contro le unioni omo­ses­sua­li sono ri­suo­na­te ovun­que. In Scozia sono state ri­pre­se e am­pli­fi­ca­te dall’ar­ci­ve­sco­vo di Gla­sgow, Mario Conti, che ha sca­te­na­to un pu­ti­fe­rio so­ste­nen­do che il ma­tri­mo­nio omo­ses­sua­le, di cui si sta di­bat­ten­do il ri­co­no­sci­men­to, è “mo­ral­ly de­fec­ti­ve” (“mo­ral­men­te im­per­fet­to”, ma anche “mo­ral­men­te de­fi­cien­te”). Anche in Fran­cia le as­so­cia­zio­ni cat­to­li­che sono mo­bi­li­ta­te contro il ri­co­no­sci­men­to di di­rit­ti ai gay, ma più che contro il ma­tri­mo­nio – una bat­ta­glia data già per persa – la loro cro­cia­ta è contro la pos­si­bi­lità di ac­ce­de­re all’ado­zio­ne e alla fe­con­da­zio­ne ar­ti­fi­cia­le. E l’omo­ge­ni­to­ria­lità è so­ste­nu­ta da una fle­bi­le mag­gio­ran­za della po­po­la­zio­ne, anche in un paese assai più civile del nostro qual è la Fran­cia.

E tut­ta­via, Ol­tral­pe l’op­po­si­zio­ne di destra si con­cen­tra sol­tan­to su questo aspet­to. Da noi, invece, la destra è con­tra­ria a ogni ri­co­no­sci­men­to di di­rit­ti ai gay, la co­sid­det­ta “Agenda Monti” glissa bril­lan­te­men­te su ogni im­pe­gno sui temi etici, e il Pd, da parte sua, è con­tra­rio all’omo­ge­ni­to­ria­lità e ai ma­tri­mo­ni gay, mo­stran­do­si fa­vo­re­vo­le sol­tan­to ai di­rit­ti dei con­vi­ven­ti in un unione di fatto, omo o ete­ro­ses­sua­le che sia.

Rea­zio­ni tanto scon­ta­te quanto il pre­giu­di­zio su cui si basano

La sen­ten­za della Cas­sa­zio­ne non ha pur­trop­po dato luogo ad aper­tu­re: la destra (a ec­ce­zio­ne di Galan) ne ha ap­pro­fit­ta­to per cri­ti­ca­re la ma­gi­stra­tu­ra e il Pd, il Pd (a ec­ce­zio­ne di Marino e Scal­fa­rot­to) è ri­ma­sto si­len­te. La Cei, tanto per cam­bia­re, nega gli studi esi­sten­ti e so­stie­ne, at­tra­ver­so la voce del ve­sco­vo di Pa­le­stri­na, mons. Si­ga­li­ni, che “non si può co­strui­re una civiltà at­tra­ver­so le sen­ten­ze dei Tri­bu­na­li”. Il pre­la­to ha anche colto l’oc­ca­sio­ne per rin­gra­zia­re Dio “di aver avuto un papà e una mamma”. Rea­zio­ni tanto scon­ta­te quanto il pre­giu­di­zio su cui si basano.

Lo scol­la­men­to con la realtà non po­treb­be essere più netto. A si­tua­zio­ni con­cre­te, agli af­fet­ti e alle vite di decine di mi­glia­ia di uomini, donne e bam­bi­ni, si con­ti­nua a ri­spon­de­re con i dogmi, la tra­di­zio­ne e i cal­co­li di con­ve­nien­za po­li­ti­ca. Come ab­bia­mo am­pia­men­te mo­stra­to su una nostra piat­ta­for­ma in­ter­net, il con­cet­to di “vera” fa­mi­glia, se anche è mai esi­sti­to, di certo non esiste più. Sa­reb­be tempo di pren­der­ne atto.

L’as­so­cia­zio­ne


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