Pubblicato da: rainbowman56 | 7 novembre 2012

Dal blog di Gayburg: The LGBT CAUSE IS MARCHING ON!


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Francia: il consiglio dei ministri ha approvato il progetto di legge per i matrimoni gay

È ufficiale. Nonostante la battaglia annunciata da cristiani, mussulmani ed ebrei, il consiglio dei ministri francese ha approvato oggi il progetto di legge che apre le porte al matrimonio gay e all’adozione da parte delle coppie omosessuali. Ora la norma dovrà essere discussa in parlamento a partire da gennaio 2013.
Il ministro per la famiglia, Dominique Bertinotti, ha commentato: «È una tappa importante verso l’uguaglianza dei diritti. Il dibattito vedrà ora diversi pareri dei parlamentari: tutte le opinioni possono essere ascoltate a condizioni che si tratti di un dibattito di qualità».
Anche presidente Francois Hollande, che sin dalla campagna elettorale ha puntato sull’iniziativa, ha commentato con entusiasmo la notizia: «È un progresso per l’intera società». Infine Marisol Touraine, ministro per gli affari sociali, ha fatto contare come: «Aprire a tutte le coppie la possibilità di contrarre matrimonio significa accordare più sicurezza e maggiore protezione per coloro che vogliono vivere insieme».
A quanto pare, però, l’iniziativa non è voluta solo dal governo: recenti sondaggi sottolineano come l’opinione pubblica francese risulti largamente a favore della riforma.

 

Spagna: la Corte Costituzionale respinge il ricorso del PP contro le nozze gay

Ancora ottime notizie per la comunità lgbt. Mentre negli Stati uniti gli elettori di Washington, Maryland e Maine si sono espressi a favore delle nozze gay, la Corte Costituzionale spagnola ha decretato ieri che il matrimonio ugualitario è pienamente in regola con la Costituzione.
Sette anni fa, la norma approvata nel 2005 dal governo socialista di Zapatero era stata messa in dubbio dal Partito Popolare di Mariano Rajoy (attuale presidente del governo) che aveva presentato ricorso. Una presa di posizione contro le famiglie formate da persone dello stesso sesso rievocata anche in campagna elettorale, con la promessa di voler mettere mano alla riforma della famiglia per riservare il matrimonio ai soli cittadini eterosessuali (motivo che aveva anche portato ad un vero e proprio boom di matrimoni gay, nel timore che potessero essere presto vietati).
Con otto voti a favore e tre contrari, la Corte Costituzionale spagnola ha ora posto fine al periodo di incertezza, riaffermando chiaramente il diritto al matrimonio anche per le coppie omosessuali.

 

 

Stati Uniti: vincono Obama e le nozze gay

Barack Obama è stato rieletto Presidente degli Stati Uniti d’America, battendo alle elezioni presidenziali il repubblicano Mitt Romney.
Grande soddisfazione è stata espressa dal mondo lgbt, il quale ha assistito a grandi riconoscimenti dei propri diritti sotto l’attuale amministrazione: dall’eliminazione del don’t ask dont tell, alle prese di posizione contro ogni forma di discriminazione.
In quattro stati si è tenuto anche a referendum che riguardavano i matrimoni tra persone dello stesso sesso: Washington, Maryland e Maine hanno detto «si», mentre solo il Minnesota si è espresso in modo negativo (nel suo caso, però, la posta in gioco non era la legalizzazione ma la modifica alla costituzione per vietarli ulteriormente: modifica che ora potrà essere applicata).
Si tratta comunque di un ottimo risultato: è infatti la prima volta che un referendum porta a simili risultati, dato che precedenti 32 quesiti, il «no» aveva sempre vinto. I numeri raccolti ieri, inoltre, non sono per nulla esigui: ad esempio nel Maryland, ben il 58% degli elettori ha votato a favore delle nozze gay.

Malawi sospende le leggi anti-gay

Il Malawi ha deciso la sospensione delle leggi che criminalizzano le relazioni omosessuali dopo la presa di posizione da parte del ministro della giustizia Ralph Kasambara, il quale ha chiesto un dibattito in parlamento per decidere se mantenerle o meno.
«Se continuassimo ad arrestare e perseguire le persone in base alle leggi attuali -ha dichiarato Kasambara- sarebbe una vergogna per il governo qualora queste vengano ritenute incostituzionali […] È meglio permettere ad un criminale di farla franca piuttosto che buttare un sacco di persone innocenti in galera»
Amnesty International Africa ha accolto con favore la decisione, definendola «il primo passo verso la fine di una discriminazione e persecuzione».
Meno chiara, invece, è la posizione del presidente Joyce Banda: lo scorso maggio, all’inizio del suo mandato, aveva affermato di voler abrogare le norme anti-gay vigenti, ma lo scorso mese era tornata sull’argomento affermando che il Malawi non è pronto per un simile passo.


Responses

  1. A great tribute for a great president

    http://anthroposis.blogspot.it/2012/11/president-barack-obama-victory-speech.html

    http://anthroposis.blogspot.it/2012/11/barack-obama-tribute.html

    e l’Italia si sta spostando a Est, tra i paesi omofobi!!!

  2. Non credo.Verra’ anche il nostro momento.

    • fra quando? forse nel 2050 …
      ma non vedi che non si riescono neppure ad approvare una legge elettorale per non affogare nella loro stessa merda?
      ma non vedi che sono paralizzati dalla paura di perdere potere, e quindi la sedia e i privilegi? sono paralizzati dalla paura e non fanno nulla, neppure le cose urgentissime! Sono molto pessimista!

  3. Si andra’ a votare fra qualche mese, vedremo…


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