Pubblicato da: rainbowman56 | 13 ottobre 2012

Fecondazione assistita, l’Italia non ricorra contro l’Europa


http://www.uaar.it/news/2012/10/12/fecondazione-assistita-italia-non-ricorra-contro-europa/

Non si può ob­bli­ga­re una don­na a su­bi­re l’im­pian­to di em­brio­ni gra­ve­men­te ma­la­ti. Lo ha sta­bi­li­to la Cor­te eu­ro­pea dei di­rit­ti dell’uomo lo scor­so 28 ago­sto, fa­cen­do in­cas­sa­re l’en­ne­si­ma boc­cia­tu­ra, que­sta vol­ta in­ter­na­zio­na­le, alla re­tro­gra­da e ap­pros­si­ma­ti­va leg­ge 40 sul­la fe­con­da­zio­ne as­si­sti­ta. Ma l’ex pre­si­den­te del Mo­vi­men­to ec­cle­sia­le di im­pe­gno cul­tu­ra­le e at­tua­le mi­ni­stro del­la Sa­lu­te Re­na­to Bal­duz­zi, con un ap­proc­cio dav­ve­ro poco tec­ni­co, ha an­nun­cia­to il ri­cor­so da par­te del go­ver­no ita­lia­no. Tra l’al­tro, dopo l’af­fon­do del car­di­na­le An­ge­lo Ba­gna­sco, che ave­va con­te­sta­to alla Cedu di aver “sur­clas­sa­to” la ma­gi­stra­tu­ra ita­lia­na sul­la que­stio­ne del­la pro­crea­zio­ne as­si­sti­ta.

C’è bi­so­gno ora, con l’im­pe­gno di tut­ti, di sen­si­bi­liz­za­re l’opi­nio­ne pub­bli­ca af­fin­ché il go­ver­no non pre­sen­ti il ri­cor­so pres­so la Cedu. I mo­ti­vi sono mol­te­pli­ci e im­por­tan­ti. Si trat­ta pri­ma di tut­to di ga­ran­ti­re la li­bertà di scel­ta del­le don­ne con­tro le ten­ta­zio­ni no-choi­ce. Per­met­te­re loro di por­ta­re avan­ti una gra­vi­dan­za ad esem­pio sen­za che sia­no co­stret­te a su­bi­re l’im­pian­to di em­brio­ni con gra­vi pa­to­lo­gie. E per far avan­za­re l’Ita­lia sul pia­no del­la lai­cità e dei di­rit­ti, vi­sto che il no­stro pae­se è an­co­ra schie­ra­to a fian­co de­gli sta­ti più ar­re­tra­ti sul pia­no dei di­rit­ti ci­vi­li. Per la­sciar­si alle spal­le una leg­ge che è sta­ta sta­ta già di fat­to sman­tel­la­ta da di­ver­se sen­ten­ze, che ne han­no mes­so in evi­den­za l’ina­de­gua­tez­za com­ples­si­va e i pun­ti de­bo­li. È im­por­tan­te in­fi­ne che cer­te spi­no­se que­stio­ni sia­no di­scus­se da esper­ti veri e com­pe­ten­ti, come in­vi­ta­va a fare Car­lo Fla­mi­gni. E che sul­la base del­le ri­cer­che e del­le co­no­scen­ze scien­ti­fi­che at­tua­li i po­li­ti­ci ela­bo­ri­no le leg­gi, sen­za se­gui­re le chi­me­re, i pro­cla­mi e gli ana­te­mi dei pre­la­ti che ster­za­no il di­bat­ti­to su que­stio­ni ideo­lo­gi­che e dog­ma­ti­che.

Ieri è sta­to in­via­to ieri un ap­pel­lo al pre­si­den­te del con­si­glio Ma­rio Mon­ti. I 29 fir­ma­ta­ri sono di estra­zio­ni e con­vin­zio­ni di­ver­se, ac­co­mu­na­ti dal so­ste­gno all’au­to­de­ter­mi­na­zio­ne e dal­la con­tra­rietà ad im­po­si­zio­ni da sta­to au­to­ri­ta­rio. Tra di essi Car­lo Fla­mi­gni e Va­le­rio Po­car, pre­si­den­ti ono­ra­ri Uaar, ol­tre al se­gre­ta­rio dell’as­so­cia­zio­ne Raf­fae­le Car­ca­no.

Per so­ste­ne­re l’ap­pel­lo si può an­che sot­to­scri­ve­re una pe­ti­zio­ne: l’Uaar in­vi­ta soci e sim­pa­tiz­zan­ti a far­lo.

L’as­so­cia­zio­ne

Perchè siamo Europei, non un feudo del Vaticano


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