Pubblicato da: rainbowman56 | 1 ottobre 2012

Una Vittima della barbarie islamica e l’imbecillità del relativismo culturale


Rifiuta il promesso sposo e i parenti
la violentano per punizione

Le si rivolge ai carabinieri, che arrestano il papà e il cugino di 19 anni mentre la minacciavano con un coltello da cucina

 

E’ una storia di violenza, di soprusi psicologici, di ribellione ad una cultura che vuole la donna in balia della famiglia e delle scelte parentali. Arriva dal Garda. Una bella e giovane ragazza pakistana, di soli 19 anni, residente in Italia da qualche anno, rifiuta di ritornare nel suo paese d’origine per sposare il promesso sposo (suo cugino) che non ama ma che è stato scelto per lei – in base al censo e alla convenienza sociale- dai genitori.

Il rifiuto della giovane scatena l’ira dei parenti. Il papà la tiene chiusa in casa, la insulta, la picchia, e le ricorda che il 26 settembre deve partire per il Pakistan. Quel matrimonio s’ha da fare e si farà. Lei, disperata, riesce a confidarsi ad un’amica, una connazionale, che si rivolge ai carabinieri di Salò. Lei la mattina ha il permesso d’andare a scuola. E il 25 settembre decide di rivolgersi ai carabinieri di Salò, andando di persona in caserma. Racconta loro di cose terribili. Le botte, gli insulti e soprattutto la violenza sessuale alla quale era costretta da un suo cugino, della sua stessa età. Ma al momento di formalizzare la denuncia fa un passo indietro.

Quando i parenti scoprono che la ragazza si è rivolta ai carabinieri reagiscono con una violenza ancora maggiore. Nel frattempo riesce a non imbarcarsi sull’aereo che la mattina del 26 settembre avrebbe dovuto riportarla in patria per le nozze (in effetti i carabinieri trovano i biglietti aerei con quella data). I militari fanno irruzione nella sua casa la sera del 26 settembre: trovano la giovane chiusa in stanza e minacciata con un grosso coltello da cucina. Il padre e il cugino vengono arrestati, la 19enne finisce in una struttura protetta della provincia. Il giudice per le indagini preliminari non ha disposto la custodia cautelare in carcere, in attesa di ulteriori riscontri.

Pietro Gorlani

 

I relativisti culturali di una certa sinistra e i difensori della”libertà” religiosa sono i complici di queste barbarie, di questi crimini cje nessuna immonda sharia, nessuntradizione e nessun testo “sacro” potranno mai giustificare. non tutte le culture meritano uguale rispetto.”culture” e religioni che violano i più elementari diritti umani e la legge civile non meritano alcun rispetto e i crimini che originano vanno puuniti senza attenuanti


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