Pubblicato da: rainbowman56 | 14 luglio 2011

Mea Culpa


Buoni propositi per l’estate?
Dimagrire, e non per bellezza

Dieta sbagliata, abuso di alcolici e sedentarietà fanno impennare obesità, diabete e malattie cardiovascolari.

Obesità e alcool:
Obesità e alcool:

MILANO – Mettendo insieme gli ultimi dati resi noti sulle consuetudini alimentari degli italiani la conclusione pare obbligata: mangiamo e beviamo troppo e male. Da un lato, sovrappeso e obesità sono in continua crescita, anche fra i più piccoli; dall’altro il rapporto con alcolici e superalcolici è troppo spesso fatto di eccessi. E a peggiorare la situazione ci si mette la vita sempre più sedentaria. Il risultato? Sale il numero dei malati vittime del dannoso «triangolo delle cattive abitudini» e l’Organizzazione mondiale della sanità parla persino di epidemia. Ecco perché l’estate dovrebbe offrire a molti connazionali una chance di ritorno sulla retta via, con tre semplici principi-guida per preservare la salute: cibi più salutari nel piatto, moderazione nel bere e almeno una mezz’ora di attività fisica al giorno. 

DIETA MEDITERRANEA, QUESTA SCONOSCIUTA –La dieta mediterranea? Secondo un’indagine presentata durante il congresso nazionale della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec) sei italiani su dieci non sanno cosa sia. O meglio: otto su dieci dichiarano di conoscerla, ma quando poi si chiede loro in cosa consista ben pochi sanno rispondere correttamente. Eppure con il suo elevato consumo di pane, frutta, verdura, erbe aromatiche, cereali, olio di oliva, pesce e vino (in quantità moderate) la dieta mediterranea è un prodigio per la salute. Sempre nuove ricerche scientifiche confermano le sue potenzialità «protettive» contro malattie cardiovascolari, diabete, tumori e nel 2010 è stata persino proclamata patrimonio dell’umanità. La gran quantità di olio d’oliva che usiamo controbilancia almeno in parte i grassi animali e pare abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Anche il consumo moderato di alcol durante i pasti sembra essere un altro fattore protettivo, forse per gli antiossidanti contenuti nelle bevande alcoliche.

L’OBESITA’ CAUSA OGNI ANNO 50MILA MORTI –  Ogni anno 52mila italiani muoiono per malattie legate all’obesità. Una cifra che è pari al doppio dei decessi per alcol e non è troppo lontana da quella dagli 80-90mila decessi causati dal fumo. E i chili in eccesso costano al Sistema sanitario nazionale (Ssn) circa 25 miliardi di euro all’anno, più o meno un quarto della spesa sanitaria nazionale globale. Sono i dati emersi da un incontro tenutosi nei giorni scorsi a Roma, organizzato da un gruppo di società scientifiche che si occupano di obesità e disturbi alimentari, che hanno richiamato l’attenzione su un problema sanitario che riguarda sempre più spesso anche i bambini. «In Italia, il 10 per cento della popolazione adulta è obesa, vale a dire circa 5 milioni di persone in tutto – dice Lorenzo Donini, del dipartimento di Medicina Sperimentale del Policlinico Umberto I di Roma – e lo è anche il 12 per cento dei bambini fino a 9 anni. E le stime per i prossimi anni non fanno ben pensare: entro il 2020 la percentuale di adulti obesi salirà al 13 o 14 per cento».

«SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO?» – «Se fino a 10-15 anni fa l’allarme riguardava solo gli adulti, oggi già a scuola (nell’età tra i sei e i nove anni) è in sovrappeso o obeso circa un bambino italiano su tre. E si sale a uno su quattro tra i 10 e i 14 anni, un vero primato negativo in Europa» conferma Giorgio Borretta, responsabile dell’Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo. Eppure, continuano a ribadire i sondaggi, ci allontaniamo costantemente da quel regime alimentare che è sempre meno una «tradizione» sulla nostra tavola e sempre più materia di studio. Tanto da finire persino nei temi proposti nei giorni scorsi alla maturità, là dove nella traccia socio-economica si chiedeva ai ragazzi «Siamo quel che mangiamo?». La risposta corretta, stando alle centinaia di studi pubblicati sulle riviste scientifiche più prestigiose, è senza dubbio sì: il nostro stato di salute è lo specchio di quello che «ingurgitiamo» (cibo, bevande, fumo). «Ma per avere un quadro completo le cattive abitudini alimentari vanno valutate insieme al drastico calo dell’attività fisica – prosegue Borretta, che è anche presidente dell’Associazione Medici Endocrinologi-: il mix di questi due fattori porta a consumare meno calorie. Oggi ci sui muove poco e si fa in fretta ad aumentare di peso».

ALLARME ALCOOL – Un altro aspetto del problema, non meno preoccupante, è l’abuso di alcol che non accenna a scemare in tutto il mondo. E non risparmia neppure i paesi del Terzo mondo, dove anzi è in preoccupante crescita, e sta conoscendo un vero boom tra giovani e giovanissimi. I numeri, contenuti nel Rapporto globale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) su alcol e salute, sono eloquenti: quattro decessi su 100, complessivamente, sono legati all’alcol. La maggior parte per tumore, malattie cardiovascolari, cirrosi epatica, incidenti. Tra i giovani è una strage: 320mila morti l’anno in età compresa tra i 15 e i 29 anni a causa dell’alcol (specie alla guida), il nove per cento di tutti i decessi. Quanto al rapporto fra alcolici e cancro, uno studio pubblicato recentemente dalBritish Medical Journal ed effettuato in otto paesi europei tra cui l’Italia sostiene che almeno il 10 per cento dei tumori maschili e il 3 per cento di quelli femminili sono in qualche modo relazionati all’alcol, e la maggior parte potrebbe essere evitata con un consumo moderato. Lo studio Epic, iniziato negli anni ’90 e terminato nel 2008, ha analizzato le abitudini nel bere di 364mila europei tra i 35 e i 70 anni, che hanno indicato su un questionario l’ammontare e il tipo di drink consumato durante la settimana. Al termine è emerso che nel 2008 il consumo di alcol è stato responsabile negli otto paesi studiati (Italia, Spagna, Germania, Danimarca, Grecia e Gran Bretagna) di 57.600 casi negli uomini e 21.500 nelle donne di tumori del tratto digestivo superiore, del colon-retto e del fegato, metà dei quali dovuti a un consumo superiore a due bicchieri al giorno.

UNA LUNGA LISTA DI MALATTIE – In Italia l’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che, ogni anno, circa 13mila uomini e 7mila donne di età superiore ai 15 anni muoiono per una causa di morte totalmente o parzialmente alcol correlata: incidenti stradali, cirrosi epatica, tumori del cavo orale, laringe, fegato, epilessia. Stilare una lista completa di tutti i disturbi causati da dieta sbagliata, abuso di alcol e sedentarietà sarebbe troppo lungo. Ci sono patologie e casi rari, «ma a far riflettere bastano i grandi numeri delle principali malattie – spiega Borretta -: diabete, ipertensione e cancro sono in aumento costante e sono spesso legati a questo “percorso insalubre”. Semplificando basta dire che l’aumento di peso innesca nel nostro organismo complessi meccanismi che portano all’aumento di tassi glicemici (diabete) e all’ipertensione, strettamente connessa al consumo di cibi ricchi di sale perché conservati e di bevande alcoliche o zuccherine».

«EPIDEMIA GLOBALE» – Recentemente a lanciare l’allarme è stata anche l’Oms, preoccupata per le «proporzioni epidemiche delle malattie non trasmissibili, che rappresentano una minaccia più grave di infezioni come malaria, Hiv e tubercolosi». La situazione comunque potrebbe ancora essere arginata, secondo gli esperti, se le persone evitassero i principali fattori di rischio come fumo, alcol, sovrappeso e inattività che sono alla base delle malattie che provocano milioni di decessi ogni anno: cancro, malattie cardiache e respiratorie, diabete e grasso – ha fatto sapere l’Oms – causano infatti più morti di tutte le altre malattie messe insieme e nel 2008 sono state responsabili di 36 (63 per cento) dei 57 milioni globali di morti.

Vera Martinella (Fondazione Veronesi)


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