Pubblicato da: rainbowman56 | 14 gennaio 2011

Ruby, Berlusconi indagato per prostituzione minorile: da “papi” a “pappa”


Cronaca | di Redazione Il Fatto Quotidiano

14 gennaio 2011

Ruby, Berlusconi indagato per prostituzione minorile

A Silvio Berlusconi, indagato dal 21 dicembre 2010 nell’ambito dell’inchiesta sul caso Ruby, è stato notificato oggi un invito a comparire dalla procura di Milano

Silvio Berlusconi è indagato dalla procura di Milano per le ipotesi di reato di “concussione” e “prostituzione minorile” in relazione al caso Ruby. Indagati per la stessa ipotesi di reato anche Lele Mora ed Emilio Fede.

Secondo i pm il premier avrebbe avuto rapporti sessuali con la giovane Ruby dal febbraio al maggio 2010, ad Arcore.  Al premier, rendono noto gli inquirenti, è stato notificato oggi un invito a comparire dalla procura di Milano.

Secondo i pm la telefonata che il premier fece la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 alla questura di Milano per far rilasciare la 17enne in affidamento al consigliere regionale Nicole Minetti, è stata fatta per scongiurare che emergessero i retroscena delle feste nella sua residenza ad Arcore. Secondo l’accusa il presidente del Consiglio avrebbe abusato del proprio ruolo di primo ministro per occultare la presenza di una prostituta minorenne, di cui è stato cliente, durante diversi week-end a villa San Martino. Il consigliere regionale del Pdl, Nicole Minetti, è indagata per favoreggiamento della prostituzione adulta e minorile.

La polizia sta perquisendo abitazioni e uffici delle persone coinvolte nella vicenda. In particolare, gli agenti, sono da ore negli uffici di Minetti al quarto piano del palazzo della Regione in via Filzi. A quanto si apprende gli inquirenti non hanno potuto perquisire gli uffici di Giuseppe Spinelli, storico amministratore del portafoglio familiare di Berlusconi, amministratore dell’immobiliare Idra e della holding Dolcedrago, indagato con il premier nei processi relativi a Medusa film e villa Macherio. Agli agenti di polizia è stato opposto il divieto di entrare perché l’ufficio sarebbe di pertinenza della segreteria politica dell’onorevole Berlusconi.

Contattato telefonicamente dall’Ansa, Emilio Fede sostiene di essere all’oscuro dell’indagine. “Lo apprendo dai giornali, non so nulla. Non ho ricevuto nessun atto formale da parte dei magistrati, nè ho subito alcuna perquisizione”.

La storia di Ruby comincia la notte tra il 27 e il 28 maggio.  Quando una ragazzina non ancora 18enne, dopo essere stata fermata con l’accusa di furto, viene lasciata andare e affidata a Nicole Minetti, consigliere regionale Pdl, dopo una telefonata del premier che chiedeva appunto di lasciarla andare. Questa la ricostruzione ora per ora del “caso Ruby”.

Ore 18.15: La segnalazione

È il 27 maggio. Siamo in corso Buenos Aires. Ruby è in un centro benessere. Caterina P., ballerina, la riconosce per la ragazza ospitata in casa qualche sera prima e che la mattina dopo scompare portandosi via 3.000 euro e diversi gioielli. Caterina chiama il 113. Interviene la volante del commissariato Monforte che la porta negli uffici di via Poma.

Ore 22.25: l’arrivo a via Fatebenefratelli

Ruby viene trasferita in questura. In realtà si chiama Karima ed è nata in Marocco il 1° novembre 1992. Dagli accertamenti emerge una denuncia per scomparsa (maggio 2009) fatta dai genitori e dalla casa famiglia di Letojanni dove ha vissuto per qualche tempo.

Ore 23.00: “In comunità”

La volante entra in Questura. Ruby viene accompagnata nello stanzone per il fotosegnalamento. Le vengono prese le impronte digitali. Nel frattempo, gli agenti attendono le decisioni del Tribunale dei minori. Quella notte di turno c’è la dottoressa Fiorillo che decide: la ragazza va affidata a una comunità.

Ore 23.40: “Resta qui”

Entra in scena un commissario capo. Dal primo piano, il dirigente scende al fotosegnalamento. Davanti agli agenti conferma: la ragazza deve essere affidata a una comunità. Ma se questo non è possibile, vista l’ora tarda, Ruby dovrà passare la notte negli uffici della questura. Così sarà: un lungo giro di telefonate a diverse strutture di accoglienza dà esito negativo. Bisogna attendere la mattina del 28 maggio. L’ordine è categorico: la 17enne non si deve muovere da via Fatebenefratelli.

Ore 23.50: si muove il governo

La scena cambia. Il commissario capo si presenta trafelata agli uffici della 3a sezione dell’Ufficio prevenzione generale, dove Ruby è in attesa. “La ragazza va rilasciata”. L’ordine arriva da Pietro Ostuni. Gli agenti chiedono spiegazioni. Per la prima volta viene nominata la presidenza del Consiglio. Da lì qualcuno ha chiamato. Ostuni ha risposto. Risultato: Ruby deve andare via. Perché Ruby è parente del presidente egiziano Mubarak. Chi ci crede? Ora nessuno. Ma in quei momenti di concitazione, gli agenti non si fanno domande. Del resto l’ordine arriva addirittura da Berlusconi. Questo, infatti, lascia a verbale Ostuni. “Dottore – dice il Cavaliere – conosciamo questa ragazza”. Dopodiché il premier in persona fa filtrare la balla della parentela con il leader egiziano.

Ore 00.00: l’arrivo della Minetti

Mentre il capo di gabinetto Ostuni continua a telefonare per far rilasciare la ragazza, all’ingresso della questura si presenta Nicole Minetti. La giovane consigliere regionale, che si apprende avere anche un incarico presso la presidenza del Consiglio, non è sola. Con lei c’è Michelle, modella brasiliana che da qualche giorno ospita Ruby. È stata lei, poche ore prima, a contattare il Cavaliere avvertendolo del fermo di Ruby. Nel frattempo la Minetti si offre di prendere in affidamento la minorenne.

Ore 00.45: rebus e inganno

È in questo momento che si consuma il presunto inganno della questura. La presenza della Minetti cambia le carte in tavola. Che fare? Il commissario capo chiede agli agenti di chiamare il pm. Il magistrato conferma l’affido in comunità. Ordine che muta in pochi minuti. La funzionaria parla con il pm che cambia idea: la ragazza può essere affidata al consigliere regionale solo dopo la sua identificazione.

Ore 2.00: il rilascio e la fine

Dieci minuti dopo Ruby è già in strada. La Minetti stranamente se ne va subito, lasciandola con l’amica e al telefono con il premier. Passa una settimana e la minorenne è di nuovo in questura. Ha litigato con Michelle. Questa volta, però, il telefono della Minetti squilla a vuoto. Poche ore e Ruby parte per la comunità di Sant’Ilario.


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