Pubblicato da: rainbowman56 | 22 novembre 2010

“Noi credevamo”… di andare a vedere un bel film sul Risorgimento


Il Corriere dà a “Noi credevamo” di Martone 5 stelle. Noi credevamo di poterci fidare di tale giudizio.Invece siamo stati annoiati da un film lunghissimo, farragininoso e dispersivo,difficile da seguire, con dialoghi in accento campano parlato ad alta velocità e a bassa voce, con episodi mal collegati e poco noti. (l’attentato di Orsini a Napoleone III il più noto, narrato senza che venisse spiegato come questo attentato, paradossalmente, giovò alla causa italiana in seguito a una lettera dello stesso attentatore all’imperatore di Francia). Il finale, con uno spento Garibaldi reduce dall’Aspromonte che rimugina la sua amarezza, è purtuttavia fiacco.Il problema è che manca un vero filo conduttore, che non sia una retorica antirisorgimentale  altrettanto irritante della vecchia retorica risorgimentale. E’ inutile rimuginare su quanto sarebbe stato bello se  l’Italia l’avessero fatta Mazzini e Garibaldi da soli: rallegriamoci che sia stata fatta  e che noi non siamo una galassia di staterelli satelliti, magari, di Gheddafi, con lo Stato Pontificio che ipoteca ogni progresso ancor più di quanto non facciano oggi i vatiCANI.

Date retta: leggetevi la Storia del Risorgimento di Montanelli, vi dirà molto di più di questo film sciroccato che è stato applaudito al Festival del Cinema di Venezia, per quali meriti non si sa.


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